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C’è sempre quella sera estiva in cui guardando il calendario ti rendi conto che i giorni passati, annoiandoti, divertendoti, se ne sono volati via senza guardare indietro.

Una frase tipica da libro, e chi sa a quale, subdolamente, cerco di riferirmi sicuramente mostrerà un bel sorriso.
Cosa dire dei due mesi trascorsi? Sono stati simpatici, allegri e pieni di impegni e sono felice del risultato finale: ho studiato il giusto, ho imparato quello che dovevo e sono pronto per affrontare l’esame che dovrebbe aprirmi le porte al prossimo anno. Si da il caso che oggi sia proprio il giorno in cui questo sito raggiunge un nuovo traguardo, 400.000 persone hanno trovato e visitato questa pagina e si sono, probabilmente, rese conto di quanto sia strano scrivere di tutto quello che riguarda la propria vita.
Devo dire di aver trascurato la rete per buona parte di questo 2009, e forse mi ha fatto bene staccare un po’. Non ho moderato il forum di Wordpress né verificato se tutti i commenti (che superano i 13.000) sono consoni all’ambiente (anzi pregherei di segnalarmeli via mail)…
Vi avevo parlato probabilmente de “Il Teorema de Il Pappagallo” uno dei libri (naturalmente dopo F O) che mi hanno più preso e appassionato. Beh… iniziato a Giugno non l’ho ancora finito ma sono già pronto per scrivere anche su quello una Fan-Fiction; Gaia, Kitty etc. che mi chiedete sempre di continuare quella su F O, sarebbe bello se trovassi il tempo per farlo sarebbe bello. Vi lancio una proposta perché non ci provate voi? Immaginarsi qualcosa di nuovo e di bello non è sempre negativo, anzi è totalmente positivo anche se qualche volta le lacrime scendono sulle guance, fugaci e per te saranno sempre prive di malinconia…

P.S.: Buone vacanze a tutti
A presto,
Alessandro

E’ Per Te – L’Aura e Max Zanotti

Prendi un giorno,
il più bello che possiedi,
ha il colore
che non dimenticherai mai

Lascia il pianto
Dove il sole lo riscalderà
Nel momento
In cui alla vita ti richiamerà

E’ per te
Che sorriderai,
Sarà il tempo di viver
Le cose che hai,
E’ per te

E quel giorno
Poi riportalo a me,
ne avrò cura,
è una parte di te!

Ciò che ho perso
È solo a un passo da me,
l’ho lasciato
e lo riprendo perché

E’ per te
e sorriderai,
Sarà il tempo di viver
Le cose che hai,
E’ per te

E quaggiù in città
Gira voce già
Che la vita è un gioco,
è l’unica che hai!
C’è un pensiero che
Puoi trovare se
Guardi dritto in fronte a te ed è
Tutto quello che ti serve
Per cambiare e ricordare
Che stai bene ed

E’ per te
Che sorriderai,
Sarà il tempo di viver
Le cose che hai

E’ per te che sorriderai
Sarà il tempo di viver
le cose che hai,
questo è il tempo di viver
le cose che hai,

è per te
che lo fai…

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ATTENZIONE: QUESTA NON E’ LA FAN-FICTION, PER LEGGERLA CLICCATE SU “FAN-FICTION” NEL MENU’ ACCANTO. LO SCRIVO PERCHE’ ANCHE QUESTA STORIA E’ DIVISA IN CAPITOLI.

Questo è uno dei temi che ho scritto durante le vacanze estive e l’ho diviso in pochi capitoli. Beh… parla del mio viaggio Firenze – Lubjana. So che vi semberà tutto un po’ strano… non avrei fatto leggere a nessuno i miei temi, ma sapete… la musica che ascolto negli ultimi due giorni (Almeno Tu Nell’Universo) mi ha spinto a farlo. Non mi prendete per malato, quello lo fa già la mia compagna Sara (Ti faccio pubblicità negativa gratuita ihih).

Primo Capitolo – “Tasti di Computer”

Mi trovo nel treno Eurostar diretto a Venezia Mestre. Il viaggio è iniziato circa 2 ore e mezzo fa (9:11), da Viareggio. I miei genitori ed io abbiamo scelto come meta turistica la Slovenia (Lubiana, Podčetrtek). In questo caso sarà una vacanza termale. Ho deciso di scrivere questo tema proprio nel momento in cui lo sto vivendo. Non ho scritto sullo scorso treno perché non c’era corrente ma comunque ho visto una signora un po’ sospetta seduta vicino a noi. Dopo, invece è arrivato un signore che ascoltava la musica come se fosse un maniaco musicale, sembrava rimbambito! Non è successo niente di che… partenza, viaggio e, per fortuna, arrivo. Invece ora  davanti a me c’è una ragazza intenta, da quando il treno è partito, a messaggiare con qualcuno  al cellulare, ha anche parecchi piercing sulla faccia, molto stani… bah! Non capisco cosa ci sia di bello in questi “buchi”, mi sembra una forma di masochismo. Ma andiamo avanti. Accanto c’è un ragazzo (non credo sia il fidanzato) impegnato in una lettura il cui nome è: “Un Ragazzo” di cui ho letto anche una riga della descrizione del libro: “Il Peter-Pan dei nostri giorni” la faccia del “lettore” mi sembra abbastanza annoiata, credo stia leggendo per far passare il tempo e non per il piacere di compiere questa azione. La gente che passa con Coca-Cole, panini e focacce ha una faccia ammutolita dal dolore di questi viaggi lunghi e pesanti… naturalmente sono straniere e non sono abituati ai viaggi allucinanti degli italiani con delle ferrovie che, se possiamo dirlo, fanno schifo. Ora il ragazzo che leggeva si è messo a dormire e la ragazza accanto sta di nuovo con il suo cellulare. Il vagone è molto silenzioso, stranamente nessun bambino che piange, e forse il solo rumore è quello della tastiera del mio portatile. La signora accanto a me, credo sulla quarantina d’anni si è addormentata da un po’, ha una borsa rossa, un libro, una bottiglietta d’acqua frizzante e un paio di occhiali scurissimi. Il suo cellulare è appena caduto, svegliandola. Credo sia il traballare di questo treno in questa oscura galleria, ma ritornando ai “personaggi” di questa avventura: sull’altra parte c’è mia mamma che legge Donna Moderna, accanto a un ragazzo addormentato: che muove la bocca mentre dorme, ha anche un orecchino sull’orecchio. Non sull’orecchio ma sopra! Poi davanti c’è un militare (o uno scout?) che fine ad ora leggeva mentre in questo momento si trova in uno stato di dormiveglia. Accanto, e infine, c’è il mio papà che legge la repubblica, pagina 33. Non so chi delle persone sia più strana, credo il ragazzo addormentato che si trova accanto alla maniaca di cellulari. Fuori si vedono delle verdissime colline piene di boschi. Credo di essere già in ‘Emilia Romagna, o tra il confine Tosco – Emiliano.

P.S.: giudico male??? Ihih lo so…

Almeno Tu Nell’Universo - Mia Martini:

Sai, la gente è strana prima si odia e poi si ama
cambia idea improvvisamente, prima la verità poi mentirà lui
senza serietà, come fosse niente
sai la gente è matta forse è troppo insoddisfatta
segue il mondo ciecamente
quando la moda cambia, lei pure cambia
continuamente e scioccamente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo!
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.
Sai, la gente è sola, come può lei si consola
per non far sì che la mia mente
si perda in congetture, in paure
inutilmente e poi per niente.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
Un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo !
Non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.

 

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