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Capitolo 15: “Attenta Felì”


Regno Delle Rugiade D’Argento,
Gentile Sefelicetusaraidirmelovorrai,
le comunichiamo che la Regina delle Fate
volerà a casa sua questa sera per parlare
dell’ordine del giorno: “Laelia Anceps”.

Grazie per l’attenzione,
le Fate Scrittrici
Urlai di gioia! La Regina delle Fate sarebbe venuta a casa mia, quella sera! Riferii tutto a Vaniglia e la voce passò da Babù a Vì, da Vì ad Acanti e da Acanti a Grisam. Il maghetto del buio annunciò:
“Cara banda del Capitano, per oggi la riunione cambierà ordine del giorno. Dobbiamo preparare la casa dei Periwinkle per l’evento di stasera, arriverà la Regina delle Fate. Prud stava per cadere dalla stufa e tutti iniziarono a raccogliere quante più cose possibili. Laelia fu la più partecipativa, prese festoni e palloncini. Mi guardò quasi per dirmi: “Non mi sono scordata, ne parleremo!”. La casa si trasformò in una reggia, piena di foglie e di piante. Invitammo tutte le fate della valle per l’evento, ognuna portò qualcosa. Dolciumi, caramelle al gusto di rosa (il mio gusto preferito!!!), palmette in onore della Regina e molto altro. Anche Tomelilla, Dalia e Cicero fecero la loro parte creando un mini trono in legno. Eravamo tutti nel soggiorno, i bambini, le altre fate ed io. Alle 8 precise suonò il campanello. Una fata con una corolla di petali di pervinca e dal profumo di vaniglia entrò, accompagnata da cinque fate che le mantenevano un velo trasparente. Volarono fino al trono che era apposta stato preparato. La Regina fece cenno di fare andare tutti via. Nessuno volle muoversi ma le fate che accompagnavano la Regina lanciarono un incantesimo. Tutti senza discutere uscirono, comprese le fate. La guardai spaventata, una fata così gentile stava cacciando tutti?. Le andai vicino, mi fece sedere davanti al trono…
“Sai… ho molte cose da dirti. Iniziamo dalla più brutta, non si trova più Volanelcielolalunalunatica. Si stava spostando nella sua nuova casa, creata in un vecchio baule che per lei ha molto valore. Bah…! Comunque… all’improvviso è sparita, sappiamo che non ha più il vizio di farlo continuamente ma ora, è sparita definitivamente… – la stavo per interrompere ma continuò il suo discorso – Riguardo Laelia Anceps non ho trovato nulla sul suo conto. Sembra provenire dalla famiglia degli Anceps, che vive affianco al nostro regno. Non so altro. Ti vorrei mettere in guardia, ho saputo che dal nostro regno è partita una fata, Sentoiltrillodeituoisuoni, più semplicemente Trillo, ti verrà a trovare sotto le spoglie di qualcuno o qualcosa e resterà qui con te, per aiutarti. Stai attenta, perché qualcosa contro di te succederà, ne sono sicura. Ho letto un biglietto di Lalù, prima che scomparisse, c’era scritto… “Attenta Felì!”. Il male è vicino, potrebbe anche essere stato qui, in questa casa, attenta, te lo ripeto… Attenta Felì!”.
Volevo parlarle ma la Regina scomparve nel nulla. Avevo paura. Ci ritrovammo davanti alla baracca del Capitano, avevo in bocca il pasticcino, eravamo tornati indietro nel tempo.

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Capitolo 14: “Piccole Delusioni”


Una lettera per me!? Immaginavo già cosa fosse, la aprii e trovai… un buono sconto per la bottega del falegname. Rimasi delusa ma non del tutto abbattuta, mi fidavo di Tantipontiequantimonti… Vaniglia stava aprendo il foglio con i voti, che qui da noi sono così distribuiti:

1000 Ciliegie, 500 Fiori, 250 Fragole, 100 Nocciole, 50 Bacche Secche

Li lesse…

Lingue Magiche: 1000 Ciliegie
Suoni Della Valle: 500 Fiori
Studio Degli Animali: 1000 Ciliegie
Maratona Di Fairy Oak: 250 Fragole
Calcoli Delle Fate: 500 Fiori
Lab. Di Falegnameria: 100 Nocciole
Storia Della Magia: 1000 Ciliegie
Geografia Della Valle: 500 Fiori
Disegni Magici: 1000 Ciliegie
Comportamento: 1000 Ciliegie
Giudizio Globale: 685 Foglie

Annotazioni: Ottima Alunna, Studiosa e Diligente.
Mancanze: Non Si Applica Nei Laboratori

Facemmo tutti i complimenti a Vaniglia, triste per quelle 100 Nocciole a Laboratorio di Falegnameria: “Lo so… è importante, ma non ce la faccio… non lo considero una materia!” disse. Pervinca buttò sul tavolo la lettera: “Sarà andata male. Leggetela voi. Io non ne voglio sapere!” Cicero la lesse…

Lingue Magiche: 500 Fiori
Suoni Della Valle: 500 Fiori
Studio Degli Animali: 500 Fiori
Maratona Di Fairy Oak: 500 Fiori
Calcoli Delle Fate: 1000 Ciliegie
Lab. Di Falegnameria: 1000 Ciliegie
Storia Della Magia: 500 Fiori
Geografia Della Valle: 1000 Ciliegie
Disegni Magici: 1000 Ciliegie
Comportamento: 500 Fiori
Giudizio Globale: 700 Foglie

Annotazioni: Studiosa a Casa e Ottima nelle Verifiche
Mancanze: Poco attenta

Pervinca rimase completamente a bocca aperta. Era estasiata. Anche a lei facemmo i complimenti, anche se Vaniglia in quel momento era in preda all’invidia. Pervinca non si aspettava questi voti, la maestra la brontolava sempre…
Tomelilla guardò la sua lettera e, salutandoci si ritirò nella sala degli incantesimi. Pervinca ci annunciò che dovevano andare da Grisam. Vaniglia si trascinò dietro tristemente ma Vì, prendendola per la mano le disse: “Sappiamo tutte e due che tu sei più brava. E’ solo questione di fortuna, ti voglio bene Babù!”. “Anche io, Vì…” rispose la sorella. Una nuova riunione le aspettava.
Le seguii fino alla baracca del capitano dove erano già arrivati Grisam, Laelia, Scricciolo, la piccola Sophie e Acanti. Vidi che Pervinca si stava avvicinando a Grisam per farle vedere i suoi voti. Grisam le fece un sacco di complimenti e le mostrò la sua pagella: “Shh… non dire a nessuno che è arrivata, ho avuto solo 1000 ciliegie, cinque 250 Fragole e tutte 100 Nocciole”. Pervinca annuì. Volai vicino alla nuova arrivata e da lontano vedere che Grisam stava baciando Vì, ormai tutta rossa in faccia. Dissi a Laelia che volevo parlare. La bambina mi seguì dietro una casa lì vicina…
“Sai… vorrei chiederti una cosa…”.
“Dimmi pure, dolce fatina”.
“Vorrei sapere da dove vieni”.
“Ascolta… ora la riunione sta per iniziare, parleremo dopo. Intanto tieni questo, l’ho fatto con le mie mani!”. Sorrise.
Mi diede un minuscolo pasticcino, lo addentai tristemente e sentii il sapore di carta. Il sole splendeva come non mai, ma pioveva leggermente… trovai dentro il dolcetto un piccolo foglio che con l’aiuto di Vaniglia riuscii a estrarre e leggere. Ero sbalordita.

 

 

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Capitolo 13: “Crostate di More e Rami di Quercia”

Quando entrammo sentimmo un urlo che proveniva da vicino la bottega dei Burdock. Non era la signora Martha, la voce era di bambina. Flox si affacciò alla finestra e intravide il signor Flambà e il sindaco che stavano brontolando Shirley Poppy, oramai con le lacrime agli occhi. Povera bambina, così dolce e così brava. Spostai un po’ la tenda e in una delle vie parallele a piazza “Soffiododicisofficisoffidivento” notai una bambina. Neo sulla guancia destra, capelli color quercia, era Laelia. Va bene, lo ammetto, secondo me quella bambina qui a Fairy Oak combinerà qualcosa, chissà… positivo o negativo? In fondo è una bambina, questa fissazione devo farmela passare. Shirley corse via, prese la via delle ciliege, che portava fuori dalle mura. Una voce interruppe tutto: “Basta!”. Sobbalzammo. Dalla camera da letto uscì Ortensia, la zia di Flox. “Questo è troppo. Prima vi hanno portato via il piccolo Pod, poi ora non si può più parlare con Quercia. Bisogna fare qualcosa. Pancrazio con queste regole mi ha stufato… anche se le ha messe in atto pochi giorni fa. Ripeto: bisogna fare qualcosa!”. La guardammo sbalordite, bussarono alla porta. Flox aprì. Era il signor Burdock: “Felì, bambine, anche voi Piffero e Ortensia, venite a casa Periwinkle. Abbiamo novità di Jim”. Vaniglia prese la giacchetta di foglie d’acro e corse verso casa. Tutti, a passo più lento, la seguimmo. Pervinca lasciò cadere un biglietto, non riuscii a vederne il contenuto ma sono sicura che Quercia, dopo che girammo l’angolo, l’abbia raccolto. Quando entrammo in casa trovammo mezza Fairy Oak. Jim stava parlando… e non la finiva più! Raccontava di cosa una persona gli aveva fatto. Non ricordava proprio chi fosse, solo che si trasformò. Pervinca disse “Laelia Anceps!”, la cui era presente, ma Jim fece cenno negativo con la testa… “Ho incontrato quella bambina, così dolce, così brava! Mi ha anche regalato un sacchetto con una buonissima crostata di more. Dovrei averlo qui, da qualche parte – si mosse un po’ – no, chissà dov’è finito”. Tra la gente ci fu un bisbigliio… tutti parlavano della generosità della piccola Anceps. Jim continuò. Parlai  alle gemelle per confonderle su ciò che Jim raccontava. Diceva di essere stato rinchiuso in un baule antico dove fu costretto ad ascoltare una storia che narrava la fine della nostra valle. Poi disse che qualcuno si sarebbe dovuto muovere e avrebbe dovuto combattere, perchè il male non era finito! Fairy Oak era sotto pericolo. Vaniglia non aveva perso il filo del discorso e non ci credeva, vedeva il suo Jim lì ma non credeva a ciò che diceva. Lo fissò nelle palle degli occhi e scappò piangendo verso la camera. La raggiungemmo io, Piffero, Flox, Pervinca e Grisam. I bambini parlarono di riunire la banda del capitano. Il giorno dopo sarebbe stato domenica, niente scuola. Sentii che Jim continuava a raccontare, di un posto strano… dove tutto spariva e riappariva dopo poco. Ma non era sicuro di dire la verità. Ogni tanto diceva di non ricordarsi bene le cose. Gli fu offerta una camomilla, per fortuna avevo bloccato Pervinca il giorno prima, stava mettendo di nuovo la sua pozione al posto dello zucchero… era tardi. Jim fu ospitato dai Burdock, contro la volontà di Vaniglia che si mise a gridare di volerlo tenere con lei. Tutti uscirono e andarono nelle proprie case. Non un saluto, non un abbraccio, niente di niente. Eravamo tutti stanchi e andammo a letto. La mattina dopo c’era posta, strano… era Domenica. C’era una lettera per Tomelilla. I voti del primo fiorimestre delle gemelle e poi una lettera per me.

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Capitolo 12: “Il Nuovo Regolamento”


Tornai in tempo per la ricreazione, Vaniglia era aggraziata e felicissima. Quando tornammo a casa trovammo il regolamento affisso alla porta:
Regolamento Antico Dell’Anno Delle Rose Per I Cittadini Di Fairy Oak
1. Tutti i bambini trovati vanno portati all’orfanotrofio “L’Erba Verde”, sulla prima collina della valle.
2. La guida dei bambini deve essere affidata ai membri più giovani della famiglia del sindaco.
3. E’ vietato sostare vicino Quercia.
4. Nessuno deve correre per le strade.
5. Gli stranieri devono essere subito allontanati.
Il sindaco Pimpernel.
“Cosa? Non possiamo parlare con Quercia e dobbiamo avere come guida quell’oca di Scarlet?” esclamò Vì.
“E per Jim?” continuò Babù.
“Shhh… lo terremo da noi…” dissi.
Nella strada c’era Laelia che mandava baci ovunque. Qualcosa non mi convinceva.
Quando entrammo trovammo Jim che ripeteva insistentemente che nella sua prigionia era sempre notte. Pervinca credette che non stesse bene.
“Hai altro da dire?” disse Tomelilla.
“Caattiva!” balbettò Jim.
“Cattiva chi?” intervenne Dalia.
“Dalia, mi sa che sta ancora male…” riprese Tomelilla. Pervinca sbuffò: “Si si… come dite voi, ma secondo me Laelia è cattiva e poi… non è una straniera anche lei?”.
Jim svenne. “Scusa Pervinca ma perchè parli di Laelia? disse Vaniglia.
“Lo so io! Quella ragazzina è cattiva!” rispose. “Pervinca non dire così” brontolai. Portai fuori le gemelle, alla bottega delle delicatezze dove bevemmo una tazza di cioccolata calda. Che buona! Per la strada incontrammo Flox che ci invitò a casa sua. Piffero insistette. Vaniglia si era messa a chiacchierare con Quercia ma Pervinca la prese per un braccio e la portò via. “Non ricordi che ora è vietato???” brontolò.
Vaniglia annuì e si trascinò fino al cancello della villa dei Pollimon.

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Capitolo 11: “L’Ufficio Postale”

Qualcuno bussò alla porta. Era il sindaco Pimpernel con la figlia. Cosa volevano lo sapevano solo loro, Vaniglia era sospettosa e portò il piccolo Pod in camera. Scarlet la indicò e due uomini corsero a prendere il piccolo. Il sindaco disse: “Cara famiglia Periwinkle, mi dispiace dirvelo ma dobbiamo portare Pod al nuovo orfanotrofio”. Orfanotrofio? Ma a Fairy Oak non ce n’è mai stato uno… cosa blaterava il signor Pimpernel?
Cicero prese la lettera che trovammo insieme al bambino e la presentò al signor Pimpernel:
“Cicero, mi dispiace, con tutto il bene che voglio alla vostra famiglia – Scarlet bofonchiò – … ho trovato un vecchio regolamento, era nelle segrete del municipio. Provvederò a distribuirvelo in settimana” rispose. Lo ringraziammo, tra le lacrime di Babù e le parolacce che Vì scagliava contro quell’anatra di Scarlet. Era quasi l’ora di andare a letto. Da giorni non andavo nella serra, da Tomelilla. Purtroppo mi fermò un tuono che si scaraventò sull’albero fuori alla porta di casa. Dalia e Cicero aprirono la porta per vedere cosa stava succedendo ma trovarono solo un uomo stramazzato in terra, con una barba folta e lunga.
Lo fecero entrare per prendere una tazza di camomilla, il signore sprofondò addormentandosi. Dalia e Tomelilla trovarono nella sua giacca un documento intestato a Jim. All’inizio non venne nulla alla loro mente, poi capirono che era tornato… con un aspetto nuovo, ma era lui, il nostro Jim. Così mettemmo una coperta sulle sue spalle e lo lasciammo li a dormire.
Corsi dalla bambine per raccontare loro una storia ma già dormivano beatamente, Pervinca con il pugno chiuso e Vaniglia con qualche lacrima agli occhi. Chiusi la finestra e mi misi anche io a dormire, dopo aver bevuto un sorso della camomilla, era stata una giornata faticosa.
“Sveglia!!!!”, Pervinca mi stava prendendo per le ali… odio quando fa così!!!
“E’ tardi, Felì!” mi riprese.
“Sisi… Jim…” farfugliai.
“Oh Felì non mi dire che hai bevuto la camomilla di mamma. Ci ho messo dentro un po’ di polvere magica addormentina!”.
Mi alzai e corremmo giù. C’erano Dalia, Cicero, Tomelilla e… Jim! Pervinca lo guardò e disse: “Chi è?”. Vaniglia dopo aver spalancato la bocca la brontolò “Come chi è??? E’, è… Jim!!!”.
Corse verso di lui e gli diede un bacio sulla folta barba gridando “Cosa ti è successo??? Racconta!!!”. “Forse è meglio lasciarlo riposare, oggi ci racconterà tutto…” brontolò Tomelilla. Vaniglia, triste per non poter stare con il suo ragazzo, camminò verso la scuola. Lasciai le bambine all’affido delle altre fatine. Dovevo correre all’ufficio postale. Gli sportelli erano ancora tutti chiusi così feci una passeggiata nel corridoio, quanti quadri c’erano. Vaniglia, Pervinca, io, Tomelilla, Dalia, Cicero, il signor Burdock, Acanti, Shirley…!
Ecco il signor Francis che mi aprì lo sportello. Era il numero tre. Presi una cartolina con l’immagine di Quercia e scrissi alla mia compagna del Regno delle Rugiade d’Argento. Francis mi fermò.
“Hai visto com’è graziosa la nuova arrivata? Sembra stia qui da anni!”.
Sorrisi.
Cartolina

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